Il Natale nel Cilento…”Scauratielli”

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Antichissima preparazione cilentana che si tramanda e si prepara ogni anno in occasione del Natale, anche se adesso si possono trovare in qualsiasi periodo dell’anno in alcune locande di piatti tipici cilentani.
Anticamente gli “scauratielli” si preparavano la notte di Natale, tutta la famiglia  si riuniva  intorno al focolare ed aspettava che arrivasse la mezzanotte  friggendo le zeppole in larghe padelle di ferro.

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La ricetta è tratta dal libro di Luciano Pignataro  “Le ricette del Cilento”.

Man mano che leggerete la spiegazione relativa alla loro esecuzione, capirete il perché del nome di queste zeppole, il cui significato in italiano é: Scaldatelli!

Ingredienti
1 lt. di acqua
1 kg di farina 00
scorza grattugiata di mezza arancia
scorza grattugiata di 1 limone
2 cucchiai di zucchero
un pizzico di sale
1/2 bicchiere di vino bianco
1/2 bicchiere di olio di oliva
un rametto di rosmarino
miele di castagno
olio per friggere -(andrebbero fritti in olio d’oliva, io ho usato olio di semi di arachide)
Con queste dosi se ne ricavano tantissime, dimezzatele o riducetele a vostro piacimento! 🙂

 

Esecuzione
Fate bollire per qualche minuto l’acqua con le scorze degli agrumi, vino, olio, zucchero, sale e rosmarino.
Eliminate il rametto di rosmarino e gettate in un sol colpo la farina nell’acqua bollente.
Fate cuocere a fuoco moderato fino a che la pasta non si stacca dalle pareti della pentola.
Adagiate il composto ottenuto su di un piano da lavoro leggermente unto d’olio e battetelo per buoni 5 minuti con un matterello.
Amalgamate l’impasto con le mani ( attenzione a non scottarvi), poi staccate dei pezzetti d’impasto e 
 formate dei rotolini grandi come un dito mignolo e della lunghezza di circa 20 cm che chiuderete a fiocchetto.

 

 

Friggete in abbondante olio e scolate su carta assorbente, disponete le zeppole in un vassoio ed irrorate con abbondante miele, possibilmente di castagno.

18 Comments

  1. belli anche noi li facciamo soli che li passiamo nello zucchero semolato con la cannella.

  2. In Liguria invece non li facciamo, ma se ce li preparate li mangiamo….eccome!!!!
    Da noi il dolce più tradizionale è il pandolce genovese, il più buono?? Quello basso, burrosissimo e con tanti pinoli!!!!

    Un abbraccio, Fabi

  3. WOW che delizia, non conoscevo queste delizie…complimenti per la ricettina che tengo a mente!
    un bacione!

  4. come devono essere buoni!!!

  5. Ho appena pranzato ma come li assaggerei volentieri!!!

  6. una meraviglia, complimenti, non conoscevo questa ricetta!!

  7. Non li conoscevo…devono essere buonissimi! Uno di quei dolci della tradizione che con pochi ingredienti riesce a essere una goduria!Baciuzz!

  8. mmmmmhhh, i dolci fritti..che buoni!! e pensare che dalla foto piccola mi sembrava una pasta fresca..bella sorpresa!ciao e buona domenica

  9. Sono quei dolci della tradizione che il solo ricordo fa festa. 🙂

  10. ma queste sono quelle zeppoline che schizzano tanto quando si friggono?
    Ricordo qualcosa del genere preparata durante le tante scala 40…

  11. Non li conoscevo proprio, ma mi sembra un'ottima tradizione!

  12. eccomi da te, in ritardo, ma in questi giorni sto poco bene. Non conoscevo gli scauratielli, la loro forma ricorda un cuore, ma come mai proprio miele di castagno? Un abbraccio

  13. Mai avevo sentito parlare di questi golosi dolcetti, mi piacerebbe proprio provarli, mi trattiene solo l'idea dell'odore di fritto che aleggerebbe per giorni in casa…. comunque, mai dire mai, anche perchè sono davvero troppo invitanti. Ti abbraccio e ti auguro buona domenica

  14. ehhh sì sì..sono proprio loro!!! che bontà!! e quanto mi mancano!

  15. Che bonta'..non li conoscevo..Grazie!!
    ciaoo!!

  16. Oh mamma, ogni angolo d'Italia nasconde una delizia! Non li conoscevo neanche io, stupendi!

  17. questi non li avevo mai visti! Brava sono bellissimi!

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